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CHRISTINA KUBISCH : E silenzio negli angoli (1/4/06 - 13/5/06)Artista di notorietà internazionale, autrice, già a partire dalla prima metà degli anni '70, di un vasto 'corpus' di opere complesse che tendono ad attivare sempre nel fruitore una percezione di tipo sinestetico, nell'accezione più piena e completa del termine, la tedesca Christina Kubisch (Bremen,1948) non ha mai smesso di fare ricerca. Fra i primi artisti visivi a comprendere, e a utilizzare intensivamente, elementi sonori (o sarebbe forse meglio dire musicali) nel proprio lavoro, fu inclusa nell'epocale mostra, curata da René Block, "Für Augen und Ohren", del 1980 a Berlino. In questi ultimi anni, grazie alla crescente attenzione del mondo dell'arte verso quest'area di ricerca - della quale, insieme a Max Neuhaus, Rolf Julius, Terry Fox, Hans Peter Kuhn e pochi altri, è un indiscusso punto di riferimento - Kubisch ha continuato a ricevere un'attenzione e un interesse sempre crescenti anche da parte di artisti dell'ultima generazione. Questi riconoscono infatti nel suo lavoro, oltre a una freschezza in grado di sottrarlo ai rischi della ripetitività, alcune qualità uniche e determinanti, quasi archetipiche. L'uso dei cavi a induzione magnetica (modalità che verrà poi praticata, con modeste variazioni, da artisti più giovani negli ultimi anni), o degli speakers aperti, ormai inflazionato per quanto si ritrova in innumerevoli installazioni sonore, nonché l'utilizzo delle lampade 'wood', o dei moduli elettronici attivati da cellule solari, sono tutti esempi del suo approccio 'tecnologico' nei confronti della realtà fenomenica (soprattutto di quella più nascosta, sia pure a noi molto vicina). Ma a contare veramente è la poeticità a cui attinge nelle sue opere, che si manifesta anche attraverso la loro eleganza minimalista, quasi eterea, ottenuta peraltro con l'uso di materiali comuni, come appunto i cavi elettrici, gli speakers, i pannelli solari.
Di questa artista (oltre che musicista e performer), che ha esposto in musei e gallerie di tutto il mondo, a partire dal 1973, ricordiamo, fra le moltissime mostre personali e di gruppo, oltre a quella già citata:
Grazie a Goethe Institut Turin (www.goethe.de/ins/it/tur/itindex.htm). [comunicato stampa del 22/3/06] |
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